E’ una bella notizia, perfetta per festeggiare il primo compleanno del libro. La compagnia è strepitosa. Qui maggiori dettagli.

E’ una bella notizia, perfetta per festeggiare il primo compleanno del libro. La compagnia è strepitosa. Qui maggiori dettagli.

«Per parlare dei prototipi bisogna comprendere che lo scrittore si accosta al lavoro comune delle generazioni, trova una soluzione, comprendendo compiutamente quanto gli altri non hanno compreso e perciò, talvolta, quello che noi riteniamo un prototipo può risultare in testa all’opera d’arte. Talvolta è come se la realtà realizzasse ciò che lo scrittore aveva previsto, quasi calcolato. La realtà si dimostra la scoperta di ciò che era già stato anticipato, costruito.»
.
Viktor Šklovskij, Tolstòj, il Saggiatore 1978, traduzione di Maria Olsúfieva, p. 302.

Venerdì 6 febbraio, a Roma, partecipo al quarto incontro di Cosa si fa con un libro? Organizzato da Via dei Serpenti. Alle 21, nella sede di Alterevie in Via Caffaro 10. Nel mio caso Un libro si scrive. Qui tutti i dettagli sull’iniziativa.
Se l’autoproduzione è un’utopia, Maurizio Ceccato l’ha portata sulla terra e, a Roma, la libreria Scripta Manent è la sua isola. Se non avete mai incrociato questo geniale illustratore e la sua compagna Lina Monaco, l’occasione buona potrebbero essere i prossimi 5, 6, 7, 8 febbraio. Quattro giorni dedicati a Scanner, un festival delle autoproduzioni italiane.

Io Maurizio Ceccato l’ho conosciuto quando realizzò la seconda, bellissima copertina di Città distrutte. In seguito partecipai al Watt greco, il 3,14: in quel numero del magazine scrittori e illustratori s’incontravano e dedicavano alla classicità e al mito. Uno degli autori presenti, Matteo Nucci, scriveva in un passaggio:
«L’ozio e l’abbandono sono terribilmente invisi ai tedeschi e a tutti i popoli malati di produttività, ignari della forza con cui l’ozio accresce la capacità di stupirsi».
Qui non è utopia ma attualità dell’Europa; un motivo in più per riprendere in mano Watt. Continua a leggere “Scanner, o dell’autoproduzione. Un appuntamento romano” →