«Quando conobbi Onetti»

Antonio Muñoz Molina, su El País, ricorda quando andò a trovare Juan Carlos Onetti nella sua casa di Madrid. Bevvero whisky a mezzogiorno e parlarono di Nabokov e Faulkner.

«Onetti me recibió echado en la cama, en pijama, un pijama azul claro como de la Seguridad Social, en una postura forzada, de costado, apoyado en un codo. (…) Como no llevaba gafas resaltaban más sus grandes ojos saltones, esos ojos de pena o de tedio abismal que se le veían en las fotos.»

Ho come l’impressione di aver già letto questo articolo su Babelia diversi anni fa, o un testo simile, ma forse mi sbaglio.

Le gallerie di Chelsea e i musei di New York ripartono dopo Sandy. Su Artobserved foto e testi.

Ancora El País intervista Aniello Arena. Ergastolano e attore, protagonista di Reality. Continua a leggere “«Quando conobbi Onetti»”

A Perugia porto sempre la pioggia

E’ vero. O è la pioggia che porta me. Venni nel 2000 per ascoltare Keith Jarrett e trovai il diluvio. Era estate, si moriva di freddo, Jarrett suonò con una stufa accanto. Anche oggi ha piovuto. Ma la presentazione di Città distrutte, ospite del Circolo dei lettori, è andata bene. La sala era piena nonostante il diluvio. Più di questo alle persone non si può chiedere. Anzi bisogna solo ringraziare. Giovanni Dozzini è davvero in gamba. Mi ha fatto belle domande e io non so se ho dato risposte all’altezza. Ho provato a spiegare l’origine di questo strano libro.

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