Grazie agli scrittori di TerraNullius che mi hanno invitato al #flep2013. È stato un onore e un piacere. Mi sembra che la serata sia andata bene. Grazie agli amici vecchi e nuovi che sono passati. E grazie a Serena Casini e Leonardo Oblique Luccone per i tweet e le citazioni! Adesso per tirarmi su leggo qualche pagina vitale di Mark Twain. Devo confessare che le storie di Città distrutte per me sono un Ovosodo triste. Non vanno né su né giù. Per sempre. Quindi viva Mark Twain!
Categoria: Leggere/Scrivere
Il 20 settembre sono ospite del FLEP!
Venerdì 20 settembre, alle 19, sono ospite del FLEP! Appuntamento a Roma, Aranciera di San Sisto. Parlerò di Città distrutte e del prossimo libro, che esce a inizio 2014.

Siamo in piedi svegli di collera, compagno amico Allende
La notte tra l’11 e il 12 settembre 1973 una persona a me molto cara dedicò questi versi a Salvador Allende.
(“perché ancora per molti secoli / non ci è permesso di morire”).
Una grande vita americana
QUI SU NAZIONE INDIANA LA VERSIONE INTEGRALE del racconto uscito ad agosto sul Manifesto. “Un ebreo americano nella Berlino di Hitler. Il diario di Abraham Plotkin (1932-1933)”. Col doppio di storie, episodi, illusioni e violenze berlinesi.
Ma la saga di Plotkin non si chiude né apre a Berlino. Dall’Internet 1.0, dall’archivio di uomini e fatti emerge la voce in audio di Plotkin che racconta il sé stesso fanciullo, quindicenne minore al lavoro in uno sweatshop di New York.
«Imparai a odiare il mio quartiere. Odiavo il negozio dove lavoravo e odiavo le bande e i borseggiatori di Rivington Street».
LA VOCE DI PLOTKIN
UN ESTRATTO TESTUALE
FONTE: Child Labor Resources at the Catherwood Library and the Kheel Center
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Dall’archivio di Ellis Island affiora l’immagine di una nave, la Barbarossa che arriva da Brema nel 1901 e sbarca un Abraham Plotkin di anni otto in viaggio dall’Ucraina. È lui? Io credo di sì. Lo portò Barbarossa.
FONTE : www.ellisisland.org Continua a leggere “Una grande vita americana”





