Una biografia anelastica su Nazione Indiana

Sono tornato su Felice Chilanti. Ho provato a raccontare in modo anelastico la sua biografia anelastica. Crebbe fascista. Da fascista provò a uccidere Galeazzo Ciano. Ma non era consentito. Aderì alla Resistenza e al partito comunista. Da comunista provò a raccontare Stalin. Ma non era consentito. Raccontò la mafia dei corleonesi, di Luciano Liggio. Lo ringraziarono con una bomba al tritolo. Dura la vita, nel Novecento. LA BIOGRAFIA È QUI

Felice Chilanti (1914-1982), parte tre

Le altre parti della biografia Per lui inizia l’epoca che vale per tutta una generazione che fu giovane sotto il fascismo e ora un’altra generazione la tiene in pugno. Sinceramente rivoluzionari, recuperati da Togliatti, sopportati da molti, odiati da altri e chiamati a redimersi: al gruppo appartiene il fantastico giornalista che diviene Felice Chilanti, nel dopoguerra autore di inchieste storiche pubblicate su un giornale che nasce con lui.

Felice Chilanti (1914-1982), parte due

Le altre parti della biografia Tornato a Roma si scopre ancor più rivoluzionario di prima: diventa a pieno titolo giornalista quando l’assumono come redattore al Lavoro fascista dove, tra gli altri, scrive l’articolo Difesa del sindacato. S’impegna in una battaglia per la distribuzione della ricchezza, scrive col collega Ettore Soave (economista e vicino a Rinaldo Rigola) il saggio Dominare i prezzi e superare il salario.

Felice Chilanti (1914-1982), parte uno

Qualche anno fa, nel 2007, su Rassegna pubblicammo una biografia di Giuseppe Di Vittorio  firmata da Felice Chilanti. Il libro intervista scritto negli anni 50. Nella premessa misi insieme qualche dato su Chilanti. Mi è venuta voglia di ritirare fuori quella roba anche per riappropriarmi del mio lavoro, al quale biografie di Chilanti apparse in rete si sono in parte “ispirate” – per non dire che l’hanno chirurgicamente saccheggiato – omettendo la benché minima briciola di citazione. Qui spezzo il tutto in tre parti. Ecco la prima.