Adèle Ratignolle è grande, morbida, bella, avvolta armoniosamente nei suoi abiti ondeggianti e nella sua vita col marito, i bambini, i lavori di cucito, gli amici, la società agiata di New Orleans, le vacanze sul promontorio. Invece Edna Pontellier è argentea. Sottile, introversa, inquieta, più seducente che bella, «legata ai figli in modo capriccioso, impulsivo. Ora se li stringeva appassionatamente al cuore; ora li dimenticava». Sono le due protagoniste femminili de Il risveglio di Kate Chopin, un libro che fece scandalo (uscì nel 1899) e che narra la storia della ribellione di Edna. Edna e Adèle siedono sulla spiaggia (sono le prime villeggiature al mare) chiacchierando. Edna non rivela all’amica tutto quello che ha in testa, ma le lascia intuire molto. Eppure, il signor Pontellier copre la moglie di attenzioni e di dolci; i bambini sono belli e affettuosi. Il giovane Robert Lebrun è gentile e le offre compagnia, complicità, galanteria. Adèle Ratignolle, tornando verso casa dalla spiaggia, si appoggia al braccio del giovanotto: «Fatemi un piacere, Robert… Lasciate stare la signora Pontellier… Lei non è come noi. Potrebbe commettere il grossolano errore di prendervi sul serio». E lui: «Non c’è una sola possibilità che la signora Pontellier possa prendermi sul serio».
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Murakami incontra il pubblico

«Sono ossessionato dal pozzo. E dall’elefante. Dal frigorifero. Dal gatto. E dallo stirare. Non so spiegare perché».
In quest’articolo del Guardian (Haruki Murakami: “My lifetime dream is to be sitting at the bottom of the well”) c’è un resoconto dell’incontro tra lo scrittore giapponese e il pubblico, durante il Festival internazionale del libro di Edimburgo.
«La mia immaginazione è una specie di animale. Quello che faccio è tenerla in vita».
Murakami ha risposto alle domande del pubblico e ha confessato che il suo sogno è sedersi nel fondo di un pozzo, del tutto isolato, e che scrivendo romanzi l’ha potuto realizzare. Quando gli hanno chiesto perché i suoi personaggi siano tutti così tristi, Murakami ha risposto stupito: «Davvero? Non è mia intenzione scrivere di personaggi tristi».
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L’autore del blog Randomwire ha pubblicato in tre pezzi un viaggio fotografico nella Tokyo di Murakami: Gli inizi (randomwire.com/murakamis-tokyo-part-1/), I locali jazz che gestì prima di diventare scrittore a tempo pieno (randomwire.com/murakamis-tokyo-part-2/), I luoghi dove i suoi personaggi s’incontrano (randomwire.com/murakamis-tokyo-part-3/).
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Senza dimenticare
il pozzo
l’elefante
il gatto
il frigorifero
e il ferro da stiro.
Letteratura, anti-letteratura
In un articolo pubblicato dal Fatto il 31 luglio 2014, Paolo Di Paolo intervista Giulio Ferroni, Filippo La Porta e Massimo Onofri su letteratura, anti-letteratura, scrittori italiani. Sono grato a Onofri che fa il mio nome (assieme a Vittorio Orsenigo) nel menzionare scrittori “in controtendenza” o, se ho capito bene, che non cedono al desiderio d’essere come tutti. #Biodiversità. «Se la letteratura non sperimenta, non sfida se stessa, non sogna l’impossibile – conclude Onofri – non ha ragione d’essere».
Kafka il soccombente, e il digiunatore
Vale sempre la pena di leggere libri sulla morte e il morire. Ma se hanno a che fare con la morte e il morire di Franz Kafka, la pena e il suo valore aumentano. Su pagina99 in edicola scrivo di Raoul Precht, Kafka e il digiunatore, Nutrimenti 2014
