Torta di prugne lorenese (Simone de Beauvoir, «Una morte dolcissima»)

«Non credo che mia madre sia stata una bambina felice. Un solo ricordo gaio l’ho udita rievocare: il giardino di sua nonna in un villaggio della Lorena; le piccole susine gialle e le regine-claudie che mangiavano sull’albero, tutte calde di sole. Della sua infanzia a Verdun non mi ha mai raccontato niente… Imbronciata, la voce: riviveva tutto un passato di amarezza.»

“Questa immagine assolata di prugne gialle e viola cotte e mangiate sull’albero dalla bambina, è, appunto, uno dei pochissimi ricordi felici di Françoise de Beauvoir, la madre della scrittrice e protagonista del racconto Una morte dolcissima.”

«Pensare contro se stessi è spesso fecondo; ma per mia madre era un’altra storia: essa ha vissuto contro se stessa.»

“Salvo, forse, quel pomeriggio d’estate in cui, bambina, mangiava le prugne sull’albero.”

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Cucinare il timballo di maccheroni de «Il Gattopardo»

Una sera, tra le tavole imbandite e i vassoi di Donnafugata, appare Angelica. È la prima volta e il principe e la principessa di Salina, con Tancredi, la guardano stupiti dalla sua bellezza. Il pasto si apre con l’ingresso di tre timballi di maccheroni.

«L’aspetto di quei monumentali pasticci era ben degno di evocare fremiti di ammirazione. L’oro brunito dell’involucro, la fragranza di zucchero e di cannella, non erano che il preludio della sensazione di delizia che sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.»

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Le triglie fritte di Camus

Pochi giorni dopo la morte di sua madre è già domenica e Mersault (Lo straniero) fa una gita al mare con Raymond e Marie. Scendono sulla spiaggia alla periferia di Algeri, fanno il bagno e, a pranzo, Camus li racconta ospiti dell’amico Masson, presso il quale mangiano una frittura di pesce. Poche ore dopo Mersault ucciderà l’arabo («quattro colpi brevi bussati alla porta della sventura»). Chi volesse assaggiare le triglie fritte che Mersault mangiò quella domenica, si procuri gli ingredienti che seguono: 12 triglie piccole 50 grammi di farina Due limoni Due uova Sale, pepe 500 grammi di pomodori Aglio Olio

«Svuotare, pulire e asciugare le triglie, passarle nella farina e poi, rapidamente, nell’uovo battuto. Friggerle subito, fino a renderle dorate. Condire con sale e pepe. A parte versare olio in un tegame e cuocervi i pomodori spaccati in due e insaporiti con aglio tritato, sale, pepe. Servire sul piatto insieme a fette di limone, come contorno delle triglie.»

Lo straniero

(Oretta Bongarzoni, Pranzi d’autore, “Triglie fritte all’algerina”, p. 11)


AGGIORNAMENTO, 18/11/2022

Torna in libreria Pranzi d’autore, grazie a minimum fax. Una nuova edizione delle ricette letterarie di Oretta Bongarzoni. Di Pranzi d’autore ho scritto così tanto, su questo sito, che non riesco ad aggiungere altro. Sono felice di avere trovato un editore che lo riproponesse. Voglio solo festeggiare.