Un concorso letterario su Nazione Indiana

Nazione Indiana promuove un concorso per racconti e scritture brevi inedite sulla Resistenza e la Liberazione.

Nazione Indiana ha deciso di onorare l’80esimo anniversario della Liberazione italiana dal nazifascismo, che si celebrerà il 25 aprile 2025, con un concorso per testi inediti.

Il concorso è rivolto agli under 35 perché pensiamo sia importante un passaggio del testimone, che quindi una nuova generazione di italiane e italiani assuma il compito di ricordare e raccontare la Resistenza.

La Resistenza a Roma. Vivere per raccontarla

Un mio incompleto percorso nella letteratura e memorialistica della Resistenza romana.

“Perché si racconta una storia? Forse per poterla capire. La scrittura narrativa parte spesso da quel bisogno lì. Comprendere cosa è successo mentre lo si racconta. Comprenderlo grazie al racconto. Ma ci sono storie e storie. Alcune sono talmente esemplari, feroci, stupefacenti e memorabili che non le si capirà mai fino in fondo, né le si vorrà dimenticare. Allora il racconto dovrà essere trasmesso di voce in voce, di scrittura in scrittura, di generazione in generazione.

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Una storia famosa che nessuno conosce

La rivista Sotto il Vulcano (09/10, febbraio 2024) diretta da Marino Sinibaldi ospita un mio racconto-reportage sui luoghi della Banda del Matese (1877-1878). Da alcuni anni – e per “colpa” di Orso Tosco, che per primo mi segnalò questa storia – sto raccogliendo materiali per un romanzo sulla Banda guidata da Cafiero e Malatesta. Ho pensato che fosse il momento di iniziare a scriverne qualcosa. È un episodio interessante perché consente di mettere a fuoco alcuni elementi della storia politica e sociale italiana. Ad esempio l’attrito tra sinistra di governo e sinistra socialista, la criminalizzazione ed emarginazione del dissenso, e di ampi strati della società, da parte del costituendo Stato italiano. Il ruolo della violenza nella vita politica post-risorgimentale.

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Una serata con Antoine Volodine

Appunti da una conversazione.

Il 24 maggio a Roma, Industrie Fluviali, abbiamo incontrato lo scrittore francese Antoine Volodine. Abbiamo conversato con lui a proposito del suo ultimo romanzo, Le ragazze Monroe (66thand2nd), e di molti altri libri (ad esempio: Gli animali che amiamo). Luciano Funetta, Anna D’Elia (traduttrice di Volodine) e io. Il terrazzo era gremito; ottimo e meritato, per un grande scrittore.

Mi è sorto il dubbio di una letteratura che va alla morte e, tra i vari temi della conversazione, l’ho sollevato.

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