Mentre si scrive, astenersi da Horcynus Orca

Mentre si scrive qualcosa è consigliabile astenersi da letture importanti in lingua italiana che possano avere un’influenza su quel che si scrive, sulla voce, sullo stile, sul lessico. Consiglio rafforzato: prendere Horcynus Orca e collocarlo nel luogo il più distante possibile da dove si scrive, pensa e immagina. Controprova: leggere Horcynus Orca mentre si è alle prese con la propria scrittura horcynusorcizza la scrittura stessa. È dimostrato. È una questione fisica e polare. La calamita è attratta dal polo e non viceversa. Il fiume scorre verso il mare e non viceversa eccetera eccetera. Il risultato sarà una figura patetica, poco più di un omaggio, un plagio minore. Un buon modo per preservarsi è leggere opere importanti in lingua straniera, dove l’influenza lessicale e stilistica risulta minore o quasi nulla per motivi evidenti.

Gli spagnoli encantados dalla biografia

Un bell’articolo del País. Dove si parla del genere biografico, della repulsione degli spagnoli per tale genere fino a oggi, della reticenza degli spagnoli per il vissuto privato, e delle traversie di Ian Gibson:

Según Ian Gibson, nacionalizado español, una sociedad necesita dos cosas para que el género biográfico pueda asentarse: estabilidad y curiosidad. Si hay 25 biografías distintas de Lord Byron, dice, es porque en los países anglosajones se ha dado un ambiente político y social que favorecía la investigación y la apertura. En España “ha primado la amnesia y la falta de interés real por los demás. Es un país que no escucha; todo el mundo quiere hablar, por eso hay tanto ruido”, dice en el fragor de tazas y cucharillas. “¿Qué español dedica cinco años a otro español?”. Así, el trabajo que no hicieron los españoles sobre sí mismos durante décadas lo tuvieron que hacer los extranjeros, dando lugar a ese fenómeno único en el mundo que es el hispanismo.

Les Flaneurs su Città distrutte

Les Flaneurs, 22 aprile 2012
Luigi Loi, Tutte le città distrutte di Davide Orecchio

«Davide Orecchio ha già una consapevolezza fortissima della propria penna e stupisce che si tratti della sua prima prova narrativa. Ha da poco pubblicato Città Distrutte – Sei biografie infedeli per i tipi di Gaffi. Vi proponiamo questa intervista in cui gli domanderemo che cosa pensa sia una biografia e che cosa sia la fiction narrativa, ma sopratutto che cosa succede quando si mischiano questi due ingredienti nello stesso libro.

Citta distrutte è una raccolta di biografie, come recita il sottotitolo “infedeli”. Perché?

Sentivo il bisogno di denunciare il carattere fittizio, letterario, dei testi raccolti nel libro. In un primo momento era proprio “fittizie” l’aggettivo che avevo scelto. Ma “infedeli” mi è sembrato più bello; ed evocava, inoltre, i diversi livelli di tradimento. Il vissuto reale viene tradito in nome di un vissuto falso o inventato. Il genere e lo strumentario storiografico subiscono un “sorpasso sleale” da parte della narrazione di fantasia. L’autore stesso tradisce (o rinuncia a) la sua identità di storico per dare voce a un altro sé. Insomma, un bell’elenco di infedeltà. Continua a leggere “Les Flaneurs su Città distrutte”