Fahrenheit, Milano, Lecco, Parma

Venerdì 6 ottobre sono stato ospite di Fahrenheit, Radio3, intervistato da Graziano Graziani su Mio padre la rivoluzione.

Qui il link alla pagina con l’audio della conversazione.

Sotto due foto ricordo (di Rossella Innocentini, minimum fax).

Ho provato a spiegare ragioni e struttura del libro, delle storie e dei racconti. Con intelligenza Graziani mi ha portato sul terreno del mito, delle fonti, del Breve corso, di Trockij controfattuale e di Bob Dylan.

Giovedì 12 ottobre presento il libro alle 18.30 alla Libreria Verso a Milano, con Giordano Meacci.

Venerdì 13 ottobre alle 21 sono alla Libreria Volante di Lecco, con Serena Casini.

Sabato 14 ottobre alle 18 sono alla Libreria Diari di Bordo – Libri Per Viaggiare di Parma, con Maria Candida Ghidini.

Buona la prima

Mi sembra che la presentazione di Mio padre la rivoluzione a Roma sia andata benissimo. Un mucchio di gente che non immaginavo, e ringrazio tutti di cuore. Un privilegio per me che Giorgio Vasta abbia letto e parlato di MPLR. Grazie all’ospitalità della Libreria Assaggi. Grazie in particolare a Luciano Funetta. E grazie minimum fax!

Qui Francesca Perinelli racconta l’incontro, con una gentilezza e un interesse dei quali le sono riconoscente.

Buona la prima.

(Foto di Rossella Innocentini e Valeria Veneruso, minimum fax)

Il mio paese

Mi succedeva e capita ancora, quando viaggio lontano dal mio paese, che mi dicano Da dove viene? L’Italia? Certo, l’Italia, è messa proprio male. – E io annuisco, do loro ragione, anzi la rafforzo con argomentazioni mie.

Ora inizia a succedermi, e mi capiterà ancora, che, quando viaggio lontano da Roma, nel mio paese, mi dicano Sei di Roma? Certo, Roma, è messa proprio male. – E io annuisco, do loro ragione, anzi la rafforzo con argomentazioni mie.

Mi accade anche, quando a Roma dico il quartiere dove io vivo, che loro commentino Certo, il tuo quartiere è messo proprio male. – E io annuisco, do loro ragione, anzi la rafforzo con argomentazioni mie.

Poi capita, quando nel mio quartiere dico la casa dove io abito, che loro commentino Certo, casa tua non è messa bene, non trovi? – E io…

Dalla parte di Swann

Questo gatto è malato da un anno. Sembrava guarito. Ma s’è ammalato di nuovo. Dal bambù sono sgorgate le canne più fragili, più esili, in meno di un mese le foglie si avvitano. Il pavimento di clinker ha macchie calcaree, strati di pietra al perimetro di ciascuna soglia.

La voce dice: conta gli anni, combina le cifre, scopri il destino. 

Quando intuisce il suo male il padrone del gatto si arrabbia, quando ha certezza del male coccola la creatura che risponde con piccoli, coscienti gemiti.

Chiede alla voce: posso contestare? La voce risponde: meglio che tu non bestemmi, tu china il capo, supplica, conta gli anni, combina le cifre, scopri il destino.

La città non ha acqua, eppure la malattia si nutre di sorgenti segrete, la città non ha vento, eppure la malattia respira un libeccio segreto e si ossigena.

Chiede alla voce: posso ribellarmi? La voce risponde: fai quello che vuoi. Quello che fai è programmato, oppure riprogrammeranno il programma.

Tutti gli inquilini del palazzo hanno perso un gatto. Solo lui non ha perso un gatto, e il suo gatto è malato. Ora il palazzo è entrato nell’era dei cani. Lui si convince che l’assedio dei cani e l’estinzione dei gatti abbia a che fare coi ghiacciai che si sciolgono. Nel tempo del permafrost l’acqua perenne, dolomitica, pura consentiva la vita dei gatti. Poi scese a valle e si prese col fango, e intorbidita dai batteri e dai funghi vivificò la razza dei cani.

Chiede alla voce: questo gatto è giovane, dovrebbe salvarsi?

La voce dice: conta gli anni, combina le cifre, scopri il destino.

Ma se una razza si estingue, un suo esemplare non si salva da solo.

Il municipio spegne i lampioni, ma nel buio della città la malattia vede bene.

Il municipio raziona l’acqua, ma nella siccità la malattia si disseta.

La razza di cui stiamo parlando è la razza dei gatti che lo hanno reso felice, e questa razza ha un solo esemplare, che è il gatto malato.

La voce indica gli anni, le cifre, il destino (il programma).

Sul computer azzurro lavora a uno scritto sulla storia del gatto. Ci vorranno almeno due anni per raccontarla. La storia del gatto inizia più di un secolo fa, attraversa due guerre, il tempo dei neri, il tempo dei rossi. Lo scritto sul gatto è la sua più grande fatica, il suo sacrificio più alto.

La voce ripete: conta gli anni, combina le cifre, scopri il destino.