Finder

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Calcolo di aver posseduto 7 computer primari. Il più vecchio dei file, Tesina.doc, storicizzato in un’era che precede l’avvento di Berlusconi e la morte di mia madre, ha compiuto 6 traslochi e ancora “è”. Destato da ricerche distratte del Finder, a volte affiora Tesina.doc. 21 anni d’età. Il dormiente. Parla una lingua morta. A quali ingranaggi s’affida? Solo con Open Office accetta il dialogo. Nello stupore del mio schermo Tesina.doc es-plo-de. Affiora la lingua di qualcuno. Un ragazzo? Qualcuno prova a farsi capire. Incespica in uno stile che a me non interessa e promette: Continua a leggere “Finder”

Daniele Giglioli su Stati di grazia

 


Su La Lettura/Corriere della Sera del 22 giugno Daniele Giglioli recensisce Stati di grazia:

«… è un romanzo mondo che narra le storie di una decina di vittime in fuga, chi dalla Sicilia poverissima del dopoguerra, chi dalla dittatura argentina che tortura e uccide i suoi oppositori. Voci, vicende e punti di vista attraversano l’Atlantico, si incontrano, si intrecciano e si rispondono con grande virtuosismo architettonico. La narrazione è trascinante, i personaggi vividi, squadernati ma rispettati e mai giudicati. Poi c’è la lingua. Sontuosa, tesissima, mai sciatta: il corpo, non il vestito del pensiero».

Roger Casement, amato dagli scrittori

Su pagina99 un mio pezzo su Roger Casement [qui il PDF, 3.9.2014, qui la versione estesa su Nazione Indiana, 29.10.2014]. Irlandese, diplomatico britannico, il primo a denunciare in dettagliati Rapporti gli orrori del colonialismo nel Congo belga e in Amazzonia, ribelle, impiccato a Londra nel 1916 dopo la Rivolta di Dublino. Era omosessuale, e per questo non ottenne clemenza (anzi accanimento). La storia di Casement è nota. Quello che m’interessava era il resoconto di quattro scrittori che se ne sono fatti testimoni. Joseph Conrad lo conobbe nel 1890, in Africa, poco prima d’imbarcarsi nel viaggio che sarebbe diventato Cuore di tenebra; e Casement gli mostrò l’inferno del colonialismo. Mario Vargas Llosa gli ha dedicato un romanzo (Il sogno del Celta). W.G Sebald (Gli anelli di Saturno) una notte s’addormentò e sognò l’irlandese e la sua vita e la sua “lotta al potere”. Infine Colm Tóibín (Amore in un tempo oscuro), che non ha dubbi: Casement è “un eroe gay”. Dopo l’impiccagione, i resti di Casement furono seppelliti nel cortile del penitenziario, senza bara né croce. Solo nel 1965 furono restituiti all’Irlanda.

Casement