Sokurov, Tarkovskij

Che l’autore di Faust e il creatore di Andrej Rublëv avessero affinità elettive il mondo lo sa, e la rete pure. Nell’URSS dei tardi Settanta il secondo, già emarginato e prossimo all’esilio, fa da mentore al primo.

Nel 1979 Sokurov, come ricostruisce Mauro Martini su Lettera22, “…è già un reietto: i suoi primi saggi vengono immediatamente accusati di formalismo e di antisovietismo e gli costano l’allontanamento dalle aule della scuola (l’Istituto pansovietico di cinematografia di Mosca, ndr), anche se gli viene consentita la possibilità di dare gli ultimi esami da esterno”.

“Peggio che andar di notte: Sokurov gira, a mò di prova finale, il suo primo film Odinokij golos čeloveka (La voce solitaria dell’uomo)”.

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Mr. Poirot, permette che mi presenti?

Ho espresso il desiderio di entrare nelle avventure di Poirot. Quello interpretato da David Suchet; gli altri – chi è venuto e chi verrà – per me non esistono. Entrarci non come attore ma come personaggio. Andare a vivere nella serie di Poirot. Cenare al suo fianco nei migliori ristoranti di Londra, fumare un sigaro assieme a Hercule e Hastings davanti al caminetto, rincuorare pallide duchesse disperate, risolvere enigmi e smascherare assassini in un eterno presente non minacciato da guerra né vecchiaia né morte. Continua a leggere “Mr. Poirot, permette che mi presenti?”