Zuppa di pesce all’Hawaiana (Kipling, «Capitani coraggiosi»)

Il giovane Harvey, ragazzo americano miliardario, cade in acqua scivolando sul ponte del transatlantico che deve portarlo in Europa. Viene acciuffato e salvato da Manuel, comandante della goletta We’re here (Siam qui) che gira per i mari del nord dietro ai grandi banchi di pesce. Come si sa, Capitani coraggiosi è la storia un po’ fiabesco-colorata e un po’ realistica di un apprendistato, di un passaggio dall’infanzia alla giovinezza, sperimentando i naufragi e i marosi degli oceani (e della vita). In pochi mesi, aiutato da Manuel e soprattutto dal giovane Dan, Harvey cessa di essere «un oggetto di gran lusso…

Christmas Pudding (James Joyce, «I morti»)

Il ballo annuale delle signorine Morkan – Kate, Julia e Mary Jane – si svolge come sempre nel periodo natalizio. Come sempre, riunisce nell’appartamento dublinese di Usher Island: parenti, amici, giovani studentesse di canto (Julia), di pianoforte (Mary Jane). Come sempre, a cena sarà il nipote Gabriel Conroy, che è lì con sua moglie Gretta, a tagliare l’oca. Gretta taglierà il pudding. […] Il pudding è in un vassoio sul pianoforte. […] Il ballo, che si ripete ormai da trent’anni e che è protagonista del bellissimo racconto I morti di Joyce, si apre con un brano suonato al pianoforte da Mary…

Salame di spinaci (Elias Canetti, «La lingua salvata»)

È nella prima parte dell’autobiografia, quella dedicata all’infanzia trascorsa in Bulgaria, sulle rive del Danubio, che Elias Canetti ricorda le festività ebraiche, soprattutto Purim e Pessach, con i loro riti, la loro allegria, la loro austerità e i loro cibi stabiliti. Purim «era una festa che commemorava gioiosamente la liberazione degli ebrei da Hamàn, il malvagio persecutore […] I grandi si travestivano e uscivano, e dalla strada si udiva un gran vociare; in casa comparivano le maschere, io non sapevo chi fossero, era proprio come nelle fiabe». La festa di Pessach (la Pasqua) è preceduta da giorni e giorni di…

Scrittori in tempi di guerra: Stefan Żeromski

«La guerra divenne l’elemento vitale del tenente Leszek Snica. Confessava a se stesso e agli amici che la guerra, da quando l’aveva conosciuta, era diventata nel suo intelletto quasi una prosecuzione, un ampliamento dell’attività artistica, un fiore che affondava le sue radici nella vita dell’uomo forte, dell’uomo creatore. Finalmente era caduto dalle sue possenti braccia creatrici tutto ciò che era meschino lavoro, preoccupazione di procurarsi cibi, bevande, indumenti, di sostenere famiglia. Era caduto come un inutile straccio. Tutto gli veniva consegnato in forma matematicamente perfetta, esatta, affascinante, ad una semplice richiesta: armi, indumenti, cibi, bevande, mantenimento della moglie e del…

Scrittori in tempi di guerra: Scipio Slataper

«Nella mia città facevano dimostrazione per l’università italiana a Trieste. Camminavano a braccetto, a otto a otto; gridavano: viva l’università italiana a Trieste, e strisciavano i piedi per dar noia alle guardie. Allora mi misi anch’io nelle prime file della colonna, e strisciai anch’io i piedi. S’andava cosí giú per l’Acquedotto. A un tratto la prima fila si fermò e dette indietro. Dal caffè Chiozza marciavano contro noi in doppia, larga fila i gendarmi, baionetta inastata. Marciavano come in piazza d’armi, a gambe rigide, con lunga cadenza, impassibili. Ognuno di noi sentí che nessun ostacolo poteva fermarli. Dovevano andare avanti…

Scrittori in tempi di guerra: Alfred Döblin

  «Le città renane erano in attesa dei reduci e adornavano le loro vie e i ponti. Padri, fratelli, figli ritornavano. Si voleva festeggiare chi era rimasto in vita, coloro che ritornavano dall’inferno, e festeggiare la fine della guerra. Coloro che avevano sognato grandi gesta di guerra e si aggiravano spauriti, erano lieti che il loro orgoglio, i reggimenti in marcia, i cannoni, i carri armati, le mitragliatrici, le fanfare e le bandiere, presto avrebbero riempito di nuovo le strade. Esisteva ancora la gioia, dunque, e non tutto era perduto. Altri s’attendevano un aiuto per le novità che sopravvenivano, perché…