Ci prova la Stasi (Cronache del Muro #2)

Testa in giù

26 settembre 1989. Il capo della Stasi (la polizia politica della DDR), Rudolf Mittig, ordina ai responsabili territoriali del ministero per la Sicurezza di sabotare i gruppi di opposizione infiltrandosi al loro interno, alimentando “divisioni e disaccordi” e ostacolando la “politicizzazione” del movimento democratico. Lo stesso giorno Erich Honecker mette in allarme le forze armate in vista del 40mo anniversario della fondazione della DDR, nel quale dovrà “essere evitata ogni provocazione”. Il ministro della Difesa, Keßler, rafforzerà la presenza delle truppe a Berlino in vista delle celebrazioni del 6-9 ottobre. Quel giorno è atteso Gorbaciov.

2 ottobre 1989. Ventimila persone partecipano alla dimostrazione del lunedì a Lipsia. La piazza inneggia a Gorbaciov (che tra pochi giorni arriverà a Berlino) e chiede libertà, fratellanza, uguaglianza. L’intervento della polizia provoca diversi feriti e una ventina di arresti. Il giorno prima il Neues Forum, l’associazione che organizza i “Montagsdemo”, ha pubblicato un documento chiarendo che tra i suoi obiettivi politici non c’è la riunificazione con la Germania Ovest. Continua a leggere “Ci prova la Stasi (Cronache del Muro #2)”

Scrittori in tempi di guerra: Alfred Döblin

«Le città renane erano in attesa dei reduci e adornavano le loro vie e i ponti. Padri, fratelli, figli ritornavano. Si voleva festeggiare chi era rimasto in vita, coloro che ritornavano dall’inferno, e festeggiare la fine della guerra. Coloro che avevano sognato grandi gesta di guerra e si aggiravano spauriti, erano lieti che il loro orgoglio, i reggimenti in marcia, i cannoni, i carri armati, le mitragliatrici, le fanfare e le bandiere, presto avrebbero riempito di nuovo le strade. Esisteva ancora la gioia, dunque, e non tutto era perduto. Altri s’attendevano un aiuto per le novità che sopravvenivano, perché non c’era più lo Stato, tutto pareva in dissoluzione, certi giorni pareva d’esser preda di bande brigantesche. Altri ancora attendevano i reduci per la rivoluzione, per la rivoluzione totale.

(…)

In mezzo ai soldati che bivaccavano, nelle scuole, ai posti di ristoro, s’affollavano persone con richieste molteplici. Infermiere e dame della buona società offrivano caffè, birra e piccole salsicce. Intorno ai pentoloni da campo dei soldati sulla piazza s’affollavano povere donne e molti bambini, uomini anziani che mendicavano pane e tendevano bicchieri. Davanti alle stazioni i comandanti cercavano di cacciar via i mendicanti. Continua a leggere “Scrittori in tempi di guerra: Alfred Döblin”

Honecker torna dalle ferie e … (Cronache del Muro #1)

honecker

22 settembre 1989. I tedeschi della DDR sono in subbuglio. Il 10 settembre il governo ungherese ha aperto i confini con l’Austria per i cittadini della Germania Est: si sono precipitati a migliaia. Dall’inizio del mese, a Lipsia, è tutta una manifestazione anti-regime con epicentro nella Nikolaikirche. Repressione e arresti finora non hanno funzionato granché. Spazientito, Erich Honecker, Segretario generale del comitato centrale della Sed (il Partito socialista unificato di Germania) prende carta e penna e scrive ai segretari regionali del partito. Pochi ordini perentori: è tempo di farla finita con «provocazioni» e dimostrazioni. E’ tempo di «sradicare il germe di queste azioni ostili, e impedirne la diffusione tra le masse». Bisogna «isolare gli organizzatori dell’attività controrivoluzionaria». L’ordine sarà eseguito?

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25 settembre 1989. Honecker rientra a Berlino dopo un’assenza per motivi di salute. L’ordine è stato eseguito? Pare di no. Anche questo lunedì, infatti, si tiene a Lipsia la “Montagsdemo” del Neues Forum*. Partecipanti: dai 5 mila agli 8 mila. Richieste della piazza: riforme democratiche, bitte.
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Il compagno Erich alza il telefono:

«Ehi, dico, non dovevamo reprimerli?»

Fonte: www.chronik-der-mauer.de

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Preparare una torta tropicale (Kate Chopin, «Il risveglio»)

Adèle Ratignolle è grande, morbida, bella, avvolta armoniosamente nei suoi abiti ondeggianti e nella sua vita col marito, i bambini, i lavori di cucito, gli amici, la società agiata di New Orleans, le vacanze sul promontorio. Invece Edna Pontellier è argentea. Sottile, introversa, inquieta, più seducente che bella, «legata ai figli in modo capriccioso, impulsivo. Ora se li stringeva appassionatamente al cuore; ora li dimenticava». Sono le due protagoniste femminili de Il risveglio di Kate Chopin, un libro che fece scandalo (uscì nel 1899) e che narra la storia della ribellione di Edna. Edna e Adèle siedono sulla spiaggia (sono le prime villeggiature al mare) chiacchierando. Edna non rivela all’amica tutto quello che ha in testa, ma le lascia intuire molto. Eppure, il signor Pontellier copre la moglie di attenzioni e di dolci; i bambini sono belli e affettuosi. Il giovane Robert Lebrun è gentile e le offre compagnia, complicità, galanteria. Adèle Ratignolle, tornando verso casa dalla spiaggia, si appoggia al braccio del giovanotto: «Fatemi un piacere, Robert… Lasciate stare la signora Pontellier… Lei non è come noi. Potrebbe commettere il grossolano errore di prendervi sul serio». E lui: «Non c’è una sola possibilità che la signora Pontellier possa prendermi sul serio».

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