Della tolleranza

Lo scorso 24 gennaio il Festival delle scienze di Roma (quest’anno dedicato all’Ignoto) ha ospitato una lezione del filosofo inglese Simon Critchley: «Il pericolo delle certezze» – questo il titolo – quasi interamente dedicata a Jacob Bronowski (1908 – 1974), un matematico e letterato britannico di origine polacca che ebbe un enorme successo all’inizio degli anni ’70 col programma di divulgazione scientifica “The Ascent of Man”, trasmesso in tv dalla Bbc. La lezione di Critchley riprende in parte un suo articolo pubblicato nella rubrica “The Stone”, che tiene sul New York Times (per chi volesse leggere, ecco il link).
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«Da bambino», ricorda Critchley (qui riporto solo una sintesi già pubblicata sul sito dell’Auditorium) «seguivo una straordinaria serie di documentari scientifici intitolata “The Ascent of Man”, condotta dal dottor Jacob Bronowski. L’episodio 11, intitolato “Conoscenza o certezza”, cominciava con queste parole: “Uno degli obiettivi delle scienze fisiche è sempre stato fornire un quadro reale del mondo materiale. Nel Novecento, una delle conquiste della fisica è stata la dimostrazione che tale obiettivo è irraggiungibile”». Continua a leggere “Della tolleranza”

Christmas Pudding (James Joyce, «I morti»)

Il ballo annuale delle signorine Morkan – Kate, Julia e Mary Jane – si svolge come sempre nel periodo natalizio. Come sempre, riunisce nell’appartamento dublinese di Usher Island: parenti, amici, giovani studentesse di canto (Julia), di pianoforte (Mary Jane). Come sempre, a cena sarà il nipote Gabriel Conroy, che è lì con sua moglie Gretta, a tagliare l’oca. Gretta taglierà il pudding.

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Il pudding è in un vassoio sul pianoforte.

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Il ballo, che si ripete ormai da trent’anni e che è protagonista del bellissimo racconto I morti di Joyce, si apre con un brano suonato al pianoforte da Mary Jane, e con una canzone eseguita da Julia. Ancora una volta Freddy Malins ha bevuto troppo. Ancora una volta tutti si scambiano auguri e notizie di vita quotidiana. Ancora una volta, ospiti e padrone di casa vorrebbero essere molto allegri.

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Il pudding, che arriva in tavola mentre si discute di opera lirica, è un successo.

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Sul finire del pasto, discorsi di ringraziamento e di affetto rivolti alle padrone di casa. Commozione. Commiati. E poi, durante la notte, il pianto a dirotto di Gretta improvvisamente turbata dal ricordo di un amore adolescenziale e di quel ragazzo che morì un po’ per causa sua.

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LA RICETTA

CHRISTMAS PUDDING, Irlanda 1912

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(Da Oretta Bongarzoni, Pranzi d’autore, Editori Riuniti 1994). Da un po’ di tempo pubblico sul blog le ricette tratte da un vecchio libro di mia madre. Chi vuol sapere perché lo sto facendo, può leggere qui.


AGGIORNAMENTO, 18/11/2022

Torna in libreria Pranzi d’autore, grazie a minimum fax. Una nuova edizione delle ricette letterarie di Oretta Bongarzoni. Di Pranzi d’autore ho scritto così tanto, su questo sito, che non riesco ad aggiungere altro. Sono felice di avere trovato un editore che lo riproponesse. Voglio solo festeggiare.


Scrittori in tempi di guerra. Hans Carossa: l’assassinio dei gatti

Cane con maschera anti-gas. Da Internet Archive Book Images, www.flickr.com/photos/internetarchivebookimages
Cane con maschera anti-gas. Da Internet Archive Book Images, http://www.flickr.com/photos/internetarchivebookimages

Kérdzi-Almàs, 25 novembre 1916

Pare che per i prossimi due giorni ancora saremo al sicuro da allarmi. Cerchiamo di sistemarci: molti tirano fuori libri e uniformi buone, qualcuno dispone sul tavolo una fotografia. Il mio alloggio è pieno d’irrequietezza; tutti i vicini entrano ed escono, poco fa è venuta qui una vecchia a mendicare acquavite. Oggi pomeriggio sono stato testimone d’una scena che, considerata in sé, non ha forse alcun significato, eppure ho la sensazione che mi riguardi, me e qualcun altro. Settimane fa vennero al mondo, in questa casa, molti gatti, che ora diventano molesti, tanto più che manca il latte per loro. Un ragazzotto di circa quindici anni, che è qui a servizio, sembra abbia avuto incarico di togliere di mezzo tutte quelle bestie.

Mentre stavo scrivendo in camera, lo vidi portarle attraverso il cortile e prima che mi rendessi conto delle sue intenzioni, sbatterle con rapidità incredibile una dopo l’altra contro la parete del fienile, davanti a cui giacquero esanimi. Poi, fischiando e dimenando le braccia com’è il suo solito, il ragazzotto ritornò in cucina, dove appunto si stava portando in tavola, si sedette con gli altri e si mise a mangiare tranquillamente.

Alla fine, venne a strofinarsi con fiduciosa preghiera contro il gomito del suo assassino, che masticava placidamente.

Ma uno dei gattini giustiziati, grigio-azzurro, dal muso il petto e le zampe bianchi, e un bioccoletto argento chiaro sulla nuca, assolutamente diverso dagli altri, era rimasto soltanto tramortito e a poco a poco si riebbe. Solo allora notai che sanguinava al mento, per il resto sembrava incolume. Vacillando tentò piccoli passi, si fermò, si passò alcune volte la zampina sulle orecchie, come se ciò dovesse aiutarlo a riacquistare coscienza, e scivolò poi attraverso il cortile dentro la casa. Entrò esitando dalla porta della cucina e si guardò intorno. Quando vide la gente che banchettava, si sforzò di saltare sopra la panca, cosa che dopo alcuni tentativi gli riuscì; poi sedette per qualche istante immobile. Alla fine, venne a strofinarsi con fiduciosa preghiera contro il gomito del suo assassino, che masticava placidamente. Continua a leggere “Scrittori in tempi di guerra. Hans Carossa: l’assassinio dei gatti”