Ieri nel carcere di Secondigliano un detenuto mi ha ringraziato perché, ha detto, “leggere libri mi aiuta a evadere”. Oggi nel carcere di Poggioreale un detenuto mi ha chiesto se anche lui potrà reinventarsi una vita come un personaggio delle mie biografie. E un altro m’ha fatto notare che anche lui vive un esilio dalla famiglia come Rakar. Poggioreale può detenere 1400 persone. Poggioreale oggi detiene 2800 persone. In Italia 60 detenuti si uccidono ogni anno. 10 guardie carcerarie si uccidono ogni anno. Oggi se ti buchi vai in carcere. Ringraziamo Fini e Giovanardi. Problemi creati dai governi passati, ignorati dal governo presente e che il governo futuro (spero molto diverso) dovrà affrontare e risolvere.
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Un’intervista a Radio1 su Città distrutte
Il 6 dicembre un’intervista a La notte di Radio1 su Città distrutte, a partire dal minuto 47:45.
Una recensione/intervista su Città distrutte
Oggi TerraNullius si occupa di Città distrutte. Lo fa ospitando una bella recensione “autobiografica” e partecipata di Luciano Funetta, che inizia così:
«Gli antichi greci avevano un’usanza ammirevole: per coloro che morivano bruciati, inghiottiti dal cratere del vulcano, sepolti sotto una colata lavica, per chi veniva sbranato da bestie feroci o divorato dai pescecani, o le cui membra finivano sparpagliate nei deserti, in patria venivano eretti i cosiddetti «cenotafi», tombe vuote, perché il corpo è fuoco, acqua o terra, mentre l’anima è l’Alfa e l’Omega, a essa va eretto un santuario».
(Danilo Kiš, Una tomba per Boris Davidovič, Adelphi 2005) Continua a leggere “Una recensione/intervista su Città distrutte”
Le motivazioni del premio Mondello a Città distrutte
“Città distrutte. Sei biografie infedeli” è prima di tutto un libro sorprendente: per l’idea costruttiva, per il tono della voce narrante, per lo stile della prosa, infine per essere l’esordio tardivo di uno scrittore di 43 anni nel quale coabitano tratti raffinati e grezzi, gli uni e gli altri ravvivati da un talento sovrabbondante. Sono sei biografie apocrife, reinventate di sana pianta – ed è una pianta frondosissima – a partire da lunghe immersioni di autore onnisciente in archivi e in atmosfere di ampia inarcatura storico-geografica, dall’Argentina dei desaparecidos all’Unione Sovietica del socialismo reale, dal Molise delle prime battaglie sindacali alla Roma papalina di primo Ottocento. Con le sue frasi febbrili e stantuffanti, con le sue sventagliate di metafore, la scrittura frastagliata di Davide Orecchio, onnidirezionale come un volo di zanzara, dà vita a una vasta reticolatura d’invenzioni narrative e accensioni liriche. Éster Terracina e Valentin Rakar (per citare soltanto due tra i sei biografati) daranno ai lettori ciò che essi cercano in ogni racconto, la resa felice al ritmo di una storia.
Massimo Onofri, Domenico Scarpa, Emanuele Trevi (giurati del comitato di selezione, Premio Mondello 2012, XXXVIII edizione).
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L’articolo del Sole 24 Ore Domenica (2 dicembre 2012) sull’assegnazione del SuperMondello 2012 da parte dei lettori forti selezionati dalle librerie: Continua a leggere “Le motivazioni del premio Mondello a Città distrutte”
